Giugno 2016

Ciao a Tutti,

Eccoci a giugno.

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Spero che l’immagine del calendario vi sia piaciuta e vi abbia regalato un po’ di serenità; i nostri inizi di giornata sono effettivamente molto diversi da quello che trovate nella foto.
Il ragazzo che vedete si è appena svegliato dopo una notte trascorsa nei pressi del tempio alle sue spalle: un tempio antichissimo costruito quasi interamente in teak, e riscaldato dai primi raggi del sole, ha iniziato quello che in Myanmar sembra essere un vero e proprio rito, un lungo bagno scandito dagli scrosci dei secchi d’acqua riempiti nel pozzo. Se ci si aggira infatti alle prime luci dell’alba per le strade dei villaggi e delle piccole città si possono incontrare decine di persone (tutte rigorosamente vestite) intente a lavarsi, a riempire secchi, insaponarsi e sciacquarsi, più e più volte, come un rito senza fine. Il vestito nuovo e asciutto viene prima usato come riparo dagli occhi indiscreti mentre ci si sfila il vestito vecchio, poi usato per asciugarsi un po’ e poi sistemato e annodato, pronto per affrontare una nuova giornata.

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L’immagine che invece trovate come contenuto extra è stata scattata a Mandalay sulle rive del fiume Irrawaddy. Lo scenario è molto diverso ma il rito non cambia di una virgola. Al posto di vecchie pagode che offrono riparo per la notte ci sono barche ormai troppo logore per navigare che vengono usate come abitazione, ne avete già visto qualche esempio nei mesi precedenti. Non si devono scavare pozzi ma prendere l’acqua dal fiume, giorno dopo giorno sempre più inquinata dagli scarichi del porto e delle navi mercantili. E così fa la coppia che vedete nella foto, come fanno tutti i loro vicini e tutti gli abitanti di quelle case galleggianti adagiate alla riva del fiume. Un secchio legato ad una corda per raccogliere l’acqua qualche metro più in basso e un secchio per conservarla, in gesti che si ripetono ogni mattina chissà da quanto tempo e per quanto ancora.

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